YouTube Red

In una mattinata soleggiata di Ottobre a Los Angeles, un centinaio di staff YouTube e personalità nei settori dei media e comunicazione si sono riuniti presso la gigantesca sede californiana YouTube (sede di un vecchio aereoporto).

Tutte gli accessori più cool sono lì: biciclette gratuite, videogiochi, ma soprattutto un massiccio mega-schermo creato da 36 altrettanti megaschermi. Il tutto per introdurre il nuovo prodotto YouTube Red.

YouTube Red è il servizio in abbonamento di YouTube: 9,99 dollari al mese per offrire contenuti esclusivi quali canali esclusivi, video e canzoni senza pubblicità, playback dei video off-line, raccomandazioni video e musicali e l’accesso al servizio musicale di Google Play.

Robert Kyncl, 45 anni, ora a capo dello sviluppo business per entrambe le piattaforme di YouTube e Google Play Music, ha dichiarato che: “YouTube Music riguarda artisti e fan che si connettono tramite le canzoni”.

Ha poi aggiunto: “Gli utenti YouTube non si limitano ad ascoltare o guardare videoclip: loro condividono questo materiale, lo remixano, ne creano delle cover su una piattaforma che raggiunge 1 miliardo di persone al mese.”

Con numeri del genere, perché YouTube Red si mette in competizione con altri servizi similari quali Spotify (che ha attualmente 20 milioni di abbonati) o ai servizi offerti da Amazon ed Apple?

Kyncl ha dichiarato “I nostri sforzi sono dedicati a fornire ad artisti, etichette ed editori molteplici fonti di guadagno. Il nostro nuovo sistema creerà 2 fonti d’entrata (il modello “freemium” con annunci pubblicitari e ricavi pubblicitari distribuiti conseguentemente ai fornitori di contenuti e una percentuale sugli abbonamenti per il modello a pagamento).

Le fonti di critica a questo modello, provengono da editori o gruppi editoriali insoddisfatti fin’ora dai ricavi provenienti da YouTube.

Billboard ha stimato che la raccolta pubblicitaria distribuita agli aventi diritto, proveniente da YouTube e Vevo, ha generato all’incirca 230 milioni di dollari per le etichette e i fornitori di contenuti: questi dati sono stati prodotti da 85 miliardi di streaming tracciati da Nielsen nell’anno 2014.

Per fare un paragone, i 79 miliardi di brani riprodotti nel 2014 da Spotify, Rhapsody e Spotify hanno generato 630 milioni di dollari: quasi 3 volte i ricavi per streaming dai video YouTube e Vevo.

Perché questa differenza?

Parzialmente perché ogni stream su Spotify viene monetizzato: non tutte le riproduzioni video su YouTube e Vevo sono accompagnate dalla pubblicità, per volontà di Google. (Google ritiene che inserire troppa pubblicità porti via gli utenti dalla piattaforma).

Sebbene Kyncl non abbia risposto direttamente a queste critiche, ha posto l’accento a lavorare per trovare soluzioni all’interno del business musicale.

“La porta è aperta per consigli per un business model migliore, in modo da portare più coinvolgimento per gli utenti e maggiori ricavi per i fornitori di contenuti”. “Abbiamo scopi comuni: stiamo imparando da questa industria più che mai”.

YouTube Red sarà disponibile per tutti i clienti Wondermark a partire dalla prima metà del 2016.