Wondermark Blog

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Apple pay sbarca in Italia: tutti i dettagli

07/03/2017 in 2017, app store, itunes, mobile, technology

apple pay in italiaApple Pay sbarca in Italia

Il sistema di pagamento realizzato da Apple permette di eseguire pagamenti direttamente tramite il proprio iPhone o Apple Watch nei negozi con terminale (o Pos).
L’arrivo in Italia era atteso da tempo poiché il servizio è già stato lanciato negli Usa nel 2014 e poi progressivamente esteso in Australia, Canada, Cina, Francia, Giappone, Hong Kong, Nuova Zelanda, Regno Unito, Russia, Singapore, Spagna e Svizzera. L’annuncio è stato dato da Apple sul proprio sito.
Ancora incerta la tempistica: Apple scrive “in arrivo”, dunque potrebbe trattarsi di un rilascio entro qualche giorno.

Dati Mercato Musica Digitale 2016: lo streaming che avanza

01/03/2017 in 2017, market, streaming

A seguito dei dati di mercato della musica digitale globale, pubblicati da MIDIA domenica scorsa, ecco un breve riassunto di ciò che è successo lungo il 2016.

 

Se molti aspettavano un’espansione dello streaming rispetto al download, non è rimasto deluso poiché il 2016 ha spinto lo streaming verso un’espansione del music business a livello globale.

Il mercato della musica registrata ha infatti segnato un +7%, aggiungendo 1.1 miliardi di dollari arrivando ad un valore totale di $16.1 miliardi: di gran lunga la più grande crescita registrata fin dai tempi di Napster e co.

Dati Mercato Musica Digitale 2016

2016: è finalmente la svolta dello streaming?

Anche se è ancora presto per confermare una svolta definitiva nel consumo musicale, questi sono dati che parlano chiaro.
Il valore della musica registrata da etichette, editori o artisti indipendenti è stato pari a $5.1 miliardi e nel settore delle major, il gruppo Universal si è confermato leader di mercato con un guadagno pari a $4.6 miliardi, ovvero più di $1.250.000 di dollari al giorno proveniente solamente dalla musica digitale.

A fare da fondamenta a questi valori vi è una crescita della musica in streaming che ha registrato un incremento del 57% anno su anno, raggiungendo $5.4 miliardi, in aumento rispetto ai $3.5 miliardi registrati nel 2015.

Spotify è stato un elemento chiave per la crescita, contando per il 43% dei 106.3 milioni di abbonati totali registrati a fine 2016.

Il 2017 dovrebbe vedere un ulteriore crescita della musica in streaming, con una previsione di crescita per ulteriori 40.3 milioni di abbonati, in aumento rispetto ai 38.8 milioni registrati nel 2016.

Apple Music e Deezer hanno certamente contribuito a questi numeri, sia in termini di crescita individuale che in termini di market share relativo.

In aggiunta a questo, Amazon ha aggiunto alle sue offerte musicali un nuovo piano da $3.99 (chiamato Amazon Prime Unlimited Echo Bundle) che potrebbe portare milioni di nuovi consumatori nell’ecosistema della multinazionale dell’e-commerce, in quanto abbinato al nuovo device Echo venduto al momento solo negli Stati Uniti.

Dati di vendita musica digitale 2016

Ricavi delle principali etichette discografiche Major nel 2016

Basandoci strettamente sui ricavi cumulativi della musica registrata (non live) e riportata nei rendiconti finanziari delle major discografiche o delle loro aziende consociate, le 3 etichette major hanno raccolto collettivamente oltre 11 miliardi di dollari lungo il 2016. Universal al primo posto rappresenta il 28.9% del totale, a seguire Sony che si attesta al 22.4% e quindi Warner con il 17.4%.

Altri numeri specifici sul mercato indipendente saranno pubblicati a breve su questo blog.

 

 

In conclusione

L’industria discografica ha cambiato marcia lungo il 2016 e vi sono buone previsioni di crescita lungo i prossimi 3 anni. Detto questo lo streaming dovrà affermarsi in maniera molto decisa per raggiungere e superare le cifre maturate storicamente dai download e dai formati tradizionali che l’hanno preceduto, per contrastare il calo di download pari al 18% anno su anno, registrato nel 2016.

Pertanto la previsione nel medio-termine è legata sia alla transizione dai formati tradizionali (Download a pagamento, suonerie, CD) che alla crescita dello streaming.

Se lo streaming potrà contrastare il calo dei download a doppia cifra, allora a quel punto saranno in arrivo ottimi risultati per il mercato musicale globale.

E i dati dimostrano che questa crescita è in corso.

 

 

In arrivo la monetizzazione video su Facebook

30/01/2017 in 2017, facebook, marketing, monetizzazione, social networking, video

Monetizzazione video su Facebook con WondermarkEsattamente 10 anni fa nasceva una delle più imponenti macchine pubblicitarie del Web: Facebook Ads.

E oggi Facebook desidera mostrare più pubblicità alle persone che consumano video giornalmente e vuole creare un meccanismo di monetizzazione per tutti i fornitori di contenuti.

Fonti interne alle industrie pubblicitarie hanno confermato che Facebook inizierà a breve ad inserire degli annunci all’interno dei video stessi, il che permetterà di far scattare la monetizzazione per tutti i video visualizzati per almeno 20 secondi.

Per il momento Facebook sarà l’unico concessionario della pubblicità e condividerà il 55% di tutti i ricavi con editori e creatori di contenuti. Questa è la stessa somma offerta da YouTube che al momento domina il panorama pubblicitario dei video sul web.

Se questo nuovo meccanismo di monetizzazione video su Facebook prenderà il volo, questo potrebbe rappresentare un’ottima occasione per raccogliere proventi da video creati per qualsiasi tipo di pagina (sia essa una pagina aziendale, una pagina artista o di qualsiasi altro tipo).

Facebook, da un paio d’anni, ha cominciato a mostrare sempre più video e recentemente la società di Zuckerberg ha dichiarato che i suoi utenti hanno visto giornalmente 100 milioni di ore di video contenuti.

Ma, al contrario di tutte le imprese coinvolte nel settore pubblicitario, il CEO di Facebook ha proibito l’inserimento di annunci “pre-roll”, ovvero pubblicità prima che parta l’effettivo contenuto richiesto da un utente.

Questo ha significato fin’ora pochissimo (se non alcun) guadagno derivante dai video mostrati su Facebook, anche se moltissimi utenti e aziende stanno spendendo risorse considerevoli per implementare una massiccia presenza video sul social più diffuso al mondo.

E ha impedito diversi editori e detentori di diritti (ad esempio le associazioni sportive nazionali) a non pubblicare contenuti di valore su FB.

L’anno scorso Facebook ha cominciato a permettere ad alcuni editori la creazione di video sponsorizzati, il che ha permesso ad alcuni grossi canali quali Buzzfeed a generare un guadagno significativo dallo sfruttamento dei video sulla piattaforma.

Se per il momento Facebook non ha voluto pubblicare ufficialmente una data precisa, lo scorso autunno il Vice-Presidente di Facebook Dan Rose ha dichiarato che è possibile che nuovi annunci pubblicitari potranno essere inseriti nelle “Live” di Facebook all’inizio del 2017.

I parametri dei nuovi annunci pubblicitari inoltre suggeriscono che Facebook sta mettendo più importanza sul tempo speso dagli utenti per guardare video, piuttosto che il numero complessivo di video che loro guardano.

Fino adesso Facebook ha definitivo una “visualizzazione” ogni volta che un utente guarda un video per un minimo di 3 secondi. Questo calcolo è stato anche fonte di controversia nel settore media, specialmente per il fatto che Facebook inizia a riprodurre un video automaticamente non appena un utente scorre la sua bacheca.

Ma il nuovo annuncio pubblicitario previsto per la monetizzazione potrà essere riprodotto solamente se un utente ha visualizzato un video per almeno 20 secondi e potranno apparire anche in video superiori alla durata di 90 secondi. In altre parole Facebook sta dicendo ai suoi utenti: se vuoi monetizzare i tuoi video su Facebook devi realizzare video che possano catturare l’attenzione dei tuoi utenti e mantenerla.

Per maggiori informazioni sulla possibilità di abilitare la monetizzazione per i tuoi video su Facebook contattaci oggi stesso.

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